
Portare l'AI on-premise protegge il codice dal cloud, ma i file di configurazione con endpoint e chiavi restano nel repository. Ecco cosa controllare.
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Un segreto hardcoded trasforma una banale esposizione di codice in una breccia completa. Ecco cosa controllare nel tuo repository generato con Lovable.
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Un modello stealth conserva ogni prompt che gli invii. Se hai incollato codice generato con Cursor, i tuoi segreti potrebbero essere già altrove.
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Il voice cloning richiede tre secondi di audio. Se il tuo backend si fida della voce come prova d'identità, hai un buco da chiudere ora.
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Un tutorial su MCP con FastAPI mostra token bearer e PII gestiti a mano. Ecco cosa significa per il repository che hai costruito con Cursor.
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Il pattern N+1 nascosto nel codice AI trasforma una pagina in decine di round trip. Ecco perché serve un audit prima che gli utenti se ne accorgano.
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Misurare l'AI dai risultati e non da quanto produce vale anche per il tuo repository: serve un verdetto, non solo codice generato.
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Un errore silenziato dentro una transazione può lasciare scritture parziali nel database. Ecco cosa significa per il codice generato con Cursor.
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Non è il modello a bruciare i token: è un processo che manda input sempre più grandi. Ecco perché serve un verdetto sul tuo repo.
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Un test verde non prova che il codice sia corretto. Se hai spedito con Cursor, alcuni errori restano invisibili finché non li trova un utente.
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Un server MCP può cambiare le sue tool description dopo l'approvazione. Se il tuo agente l'ha collegato con Cursor, il rischio ora è nel repository.
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Le voci sintetiche imitano il timbro ma sbagliano i ritmi. Se autentichi utenti con l'audio nel codice generato da Lovable, il rischio è nel tuo repository.
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